Tomino delle Valli Saluzzesi
Prodotto agroalimentare tradizionale (PAT)
Formaggio freschissimo di latte vaccino intero a pasta molto morbida ed umida. Le dimensioni sono generalmente di 100 – 200 gr.
Il latte di vacca (un tempo lavorato crudo, oggi pastorizzato) viene scaldato fino a 32-35 °C. Si aggiunge caglio liquido. Si attende per circa 30 minuti - un’ora, dopodiché si procede alla rottura della cagliata con tagli longitudinali a distanza di 4-5 cm. Si effettua poi una sosta per circa 2 minuti. Successivamente si procede ad una leggera agitazione della cagliata e ad una nuova rottura con tagli di 3-4 cm. Infine si procede al trasferimento negli stampi, le forme sono poi rivoltate e poste in cella a 4 °C.
Per la preparazione si utilizzano latte vaccino intero (e a volte parzialmente scremato), raramente mescolato a piccole quantità di latte di capra o di pecora, caglio di vitello liquido o in polvere e sale.
La caratteristica peculiare di questo formaggio è di trasportare in forma solida le caratteristiche del latte. E’ un formaggio da consumarsi nella stessa giornata di acquisto od al limite nel giorno successivo, per apprezzare appunto la freschezza e la dolcezza del latte fresco. La pasta del tomino si deve sciogliere in bocca quindi deve essere ancora più umido del più diffuso primosale con il quale non occorre confondere il cuneesissimo Tomino.
Tradizionalmente il territorio del saluzzese anche se oggigiorno è una tipologia di prodotto presente in molti caseifici cuneesi e torinesi
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